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Modelli definitivi per il bilancio degli Enti del Terzo Settore

Bilancio rendiconto obblighi terzo settore

Sono passati quasi tre anni ma mancano ancora oggi i fondamentali per rendere operativo il Decreto Legislativo 117 del 2017; la cosiddetta riforma del Terzo Settore, ma in questi giorni è stato fatto un passo importante, infatti sono stati stabiliti i modelli definitivi non modificabili di stato patrimoniale, rendiconto gestionale, relazione di missione e rendiconto di cassa.

Il codice del Terzo settore esige che gli enti con entrate superiori a 220.000,00 euro pubblichino un bilancio di esercizio completo di stato patrimoniale, rendiconto gestionale, indicazione dei proventi e degli oneri dell’ente e di una relazione di missione in grado di delinearne le poste di bilancio, l’andamento economico e gestionale dell’ente e le modalità di perseguimento dei suoi obiettivi.

Per gli enti con entrate inferiori a 220.000,00 euro è sufficiente pubblicare un rendiconto di cassa, una forma semplificata in cui vanno documentate il carattere strumentale e secondario delle attività diverse.

Il 18 Aprile 2020 è stato finalmente pubblicato il decreto del 5 marzo 2020 che indica nel dettaglio lo schema da adottare per la redazione del bilancio degli enti del Terzo settore.

La pubblicazione dà il via, per il mondo del non profit, all’attuazione delle direttive stabilite in precedenti normative che fino ad ora sono state prive di concreta realizzazione; i nostri sistemi: il nostro programma di contabilità “NP CoGe” e modulo di rendicontazione di Give, “Rendi” si sono allineati per rispondere con coerenza al decreto.

Quest’ultimo, al fine di favorire la chiarezza del bilancio ne stabilisce la composizione: stato patrimoniale, rendiconto gestionale, relazione di missione per gli enti con Proventi superiori a 220.000 e un rendiconto di cassa per gli enti al di sotto di quella soglia . Questi modelli verranno considerati moduli “fissi”, ovvero non più suscettibili di adattabilità alle diverse esigenze del singolo ente. Nelle voci di bilancio, i destinatari potranno essere modificati e suddivisi in elencazioni e raggruppamenti.

Il principio di competenza sarà sempre obbligatorio sempre per gli enti con proventi superiori a 220.000 euro mentre è consentito il principio di cassa per enti con dimensioni inferiore alla soglia indicata.

L’uso degli schemi e delle indicazioni dovrà essere già introdotto a partire dai bilanci dell’anno 2021 e quindi auspicabile che gli enti inizino sin da subito ad impostare i nuovi schemi di bilancio che in alcuni casi stravolgeranno la rappresentazione delle attività.

I Modelli

Il modello dello stato patrimoniale non sarà molto diverso da quello delle società di capitali.

Le differenze saranno le seguenti:
– nella sezione A: Quote associative o apporti ancora dovuti (rispetto a crediti verso soci per versamenti ancora dovuti);
– nella sezione B: tra le altre, delle voci distinte per Immobilizzazioni immateriali non strumentali e per Immobilizzazioni materiali non strumentali.

Le riserve verranno differenziate in patrimonio vincolato e patrimonio libero.

Alla sezione crediti, verranno disciplinati i crediti verso:
– gli utenti (non clienti);
– gli associati e i fondatori;
– gli enti pubblici;
– i soggetti privati per contributi;
– enti della stessa rete associativa;
– altri enti del Terzo settore.

Saranno altresì previsti i crediti da 5 per mille.

Rendiconto gestionale e di cassa

Rendiconto gestionale
Il rendiconto gestionale verrà diviso in due sezioni, una attinente agli «oneri e costi» e
e l’altra i «proventi e i ricavi».

La relazione di missione
Quella che in gergo non profit è sempre stata chiamata nota integrativa verrà sostituita con la Relazione di Missione, un documento finalizzato a delineare in modo analitico quello che sinteticamente verrà indicato anche nelle poste di bilancio.

Nella Relazione di missione oltre alle oltre alle informazioni generali sull’ente, i dati sugli associati e sui fondatori, dovranno essere indicate: le informazioni e finalità di tutti i fondi e contributi ricevuti, la natura delle erogazioni liberali, le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.

Relazione del revisore.
Mediante la Relazione del revisore, i soggetti incaricati dovranno esprimere un giudizio sul bilancio e un giudizio di coerenza fra bilancio e relazione di missione

Rendiconto di cassa
Anche il Rendiconto di Cassa sarà suddiviso in due sezioni, una relativa alle entrate ed uscite di carattere generale dell’esercizio e una dedicata alle uscite da investimenti ed entrate da disinvestimenti in immobilizzazioni, con il calcolo specifico dell’avanzo/disavanzo relativo a tali gestioni.

► scopri di più sui sistemi già allineati alla normativa, visita il sito: database.npsolutions.it